lunedì 7 dicembre 2015

Gerry Scotty ci fa smile

Gerry Scotti ci fa smile, i bambini alla vetrina
anche se il cane gli piscia sulle scarpe lei ci sta,
io sono così stanco, non escogito, non posso
inventare più niente
solo una lumaca fredda del Mar Caspio
sorge lungo questo teschio negligente.

lunedì 9 novembre 2015

Era meglio

Era meglio il fumo che compravo a Uboldo
di questi giorni tremanti un padre boia
ulcerati dall'alba apoplettica,
presidiante in livrea
le frequenze Confindustria serafina,
nume tutelare del servomeccanismo
"è già tanto se ce l'hai" e invece
è già tanto che non mi cavi i bulbi
da dietro
con cucchiai di corvo Mai Più
mentre il vino nervoso centrale
sversa lontano dalle case Amuchina
dove la bambina Bocconi s'indottrina
al muriatico da difesa personale
contro l'ultimo, l'insolvente, il diseguale.
Madonna nera quanta paura, quale
anno luce fra il mio rimare a polmoni svenuti
e Scilla di Cassina de' Pecchi in seconda fila,
scintilla Lelli Kelly, le sue scarpine oh yeah
non ingrasserà come Yoghina, no:
"occhiale tondo valorizza il sorriso Disney lager
bellissima, il vacuo orrore degli eoni vaffanculo
sono io se mi spacco con i saltimbanchi motore inchiostro
un po' Valentino Rossi un po' Faber, specialista della vita" .
Pubblicatemi
e i coltelli di carta sapranno la coltre perduta
dolcezza in seconda fila, la tua ilare giugulare.

Era meglio il fumo che compravo a Uboldo
erano meglio le quattro di pomeriggio su internet per sempre,
attendere come un amaranto disabile
alla soglia smerigliata del ricovero quinto piano ("sono il figlio"),
le rovesciate di Vialli, i Dinobot invincibili
erano meglio del tuo primo amore agghindato da marinaretto,
lacrimoso idiota: pensa a quando
Nyarlathotep, Caos Strisciante,
eromperà
dalla chitarra che gli ho regalato,
oh, sorpresa.







giovedì 22 ottobre 2015

Chi rimane dorme un sonno semplice

Quando il mattino latte sputo
viene ad ammutinarci
sono il santo dei disastri aerei,
la scolaresca ruote all'aria
immortalata nel fosso,
sono il suo Fenrir custode.

Da ragazza non lasciavi
neanche le impronte nella neve
ora se ti alzi si schiude un pozzo
profondo dieci me capovolti,
fiorisce un formicaio
che fa da viscere a dieci inverni.

E serri la giacca, 
e ti masticano le scale,
io divento allora,
ma in arabesco segreto,
ciò che i giorni non credono
sia opportuno 
a discapito di tutto.


venerdì 9 ottobre 2015

è nostro dovere preservare le episodiche certezze da ogni speranza

Zoppichiamo fuori dai sepolcri di Hamelin
alla velocità dell'incubo
soli e iridati di morte
i ratti, loro, annegarono insieme
noi proseguiamo soli, ricorda.

La carneficina fruttifica il mondo
non i discorsi, il cacao equo e solidale.

Redenta dall'imbroglio la fiaba 
(che non esiste)
scheda i superstiti:
il contratto oracolo
i computer aruspici
le tangenziali avallate dalla cosca psichiatrica
la pestilenza 
che memore di me 
mancò Bologna.










sabato 12 settembre 2015

Sabato
al plenilunio del tuo panico
razzolavano fantasticanti
i licantropi
di un lambirsi appena,
assiderato per difetto.

mercoledì 2 settembre 2015

Catalogo Ikea

Sull’altare Ikea di fuoco lunatico
scagionavi i giorni laidi
dall’orrore di ogni cosa
e progettavo una Gormenghast
nel cuore ametista del miracolo
proprio mentre il mercato
delocalizzava
l’assoluto delle tue spire.

giovedì 27 agosto 2015

Orbitale

L'amore orbitale tracima gli spartiti
dei colloqui da deportazione
per il bearsi di Moloch Usura
e della bohème d'accatto
che musica luminosa
la giocata d'anticipo, il raccolto virginale
l'investimento lungimirante, tempestivo
nell'orchidea ateniese del tuo ventre.
(Assurdi impuniti, l'inferno è già qui,
anche oggi nessuna ricompensa)

L'amore orbitale che disossa
la mia asma commossa dettandoti
l'amore orbitale che crivellò le notti di agosto
con ecchimosi di ferro cremisi
da cui i canini Murnau non trassero
mai profitto alcuno.
Quando partirai alla volta della mia malora
vestita da Piazza Maggiore,
seduto a forma di epitaffio incandescente
nel biglietto dimenticato sul treno
racconterò a tutti il nostro tempo leggendario,
dovrebbe bastare.

lunedì 24 agosto 2015

Non a caso
(dove il caso potrebbe dirsi
Černobil’ itinerante,
cane devoto al programma aerospaziale sovietico,
trivella assorta nelle arterie della Florida)
sfoglio il lunario delle tue labbra
dove appresi a camminare.

Due lezioni per barcamenarsi
di sbieco la notte di aspartame
che configura la mia terra promessa
a un cuore di liquore, a una Sparta pubblicitaria.

Devi sapere infatti,
nonostante quel condurti rasente ai muri
dati i SUV antropofagi,
devi sapere
dietro un inferno
precipita un nuovo inferno,
più esatto:
se mi addormento non saprò sognarti
svegliandomi sarà sempre ottobre.
Il tetraedro in tequila
che delimita la nostra sizigia
ha un bel baloccarsi
di orgasmi antiuomo e
mantidi in luna di miele

Mancarsi è manducare diamanti,
cronache marziane di un’unità coronarica
divisa per sempre
da un frassino a foggia di ****

venerdì 17 luglio 2015

Scrivendosi

Non risultano tracce alcune di vita
sul pianeta dei giorni senza tue notizie e
da domani toccherà ai suoi tetri satelliti
offrirsi alle ricerche.
In attesa dell'esito
andrò a farmi un goccio
all'Agip,
al reparto insetticidi,
al Caffè Sindona.
Vieni anche tu?


Un prodotto molto richiesto

Dalle cantine di lune mai pervenute
non è la dalia che sorge
l'oro di Lidia
l'estetica francofortese
ma la tua voce
madreperla di tristezza primordiale
che tesse le mie rivincite,
oggi, 17/07/2015,
monca, al buio, su musicassetta
via telegrafo, via cavo,
da un cercapersone all'altro:
insomma, prevedibilmente
un successo garantito.
Super-monadi,
le bocche straripanti oro,
noi ti attendiamo
Notte Maggiore.


mercoledì 10 giugno 2015

Due giorni prima

Ho un'idea di trincea
che parassita i mondi,
quantunque malaugurati,
dove i neuroni a specchio della fabbrica di lamiere
si tuffano nel fumetto autostradale
"Sei in un paese meraviglioso"
Almeno fino al trionfo solare Auchan
nidificato in via Togliatti tutti i gennaio del 1987.
Dice:
"Non hai afferrato che focolaio memoria abita nei denti?"
Allora meglio incamminarsi
con un cuore piovra verso il digrignare di
questo fotografarti
di profilo a Shambala
mentre ammutinavi.
La tua assenza, precisamente,
come l'emorragia che carnevaleggia
il macinino pineale di McClellan
e i ganci intergalattici rovistano
le innumerevoli morti deliberate
aspettandoti.
Capisco solo la grammatica dello spettro
rivolto sul litio meridiano,
una mummia squittisce davanti a duomo derisione,
il Jovanotti destinale
viceversa te.
Veritativo meridiano
del mulinare senza profitto,
blisterizzabile, terrificato
perché magari suo padre gli sopravvive a lungo.
Allora mi raccomandi alla forca, dottorissimo
lei ha covato mandrie di maiali ciechi, dottorissimo,
uno si permise inoltre di suturare metri!
Brancolano nello xeno
i satori che suggerii di soffocare in tasca
i tumori alla gola senza Nisargadatta,
io conosco solo la sala slot Vulcano esemplare
dentro il reflusso idrocarburo intorno al letto,
non conosco altro ad oggi, vedovo assoluto di parodia.
Patirti centripeto bisogna, ricusando la parola proclive
al tuo nervo strabico e dormire molto.



domenica 17 maggio 2015

La chela che sradica i canini dal testo
non sa più essere Noemi
  infatti la vedovanza, infatti l'abbandono
e si è fatta altro da Noemi,
  infatti la vedovanza, infatti l'abbandono
perché ci stancavamo di lei:
Il Signore Onnipotente, i figli morti, i camerieri, i figli non suoi, gli inglesi, gli inglesi d'Australia, quelli di filosofia.

Amara adespota asma dei libri
non voglio sigilli ancora questo cuore dormi-tardi nel cimitero rom invisibile!

Contro l'amore lavora il curriculum vitae,
tanto che respira via termocoppia
e un pomeriggio Torino piange tutto
il sole particolato,
poi Stazione di Milano Centrale si occupa di noi.

(Almanaccare di salutarti al riparo dall'abiezione)
la cella di libri adibita per te,
la loro disperazione invincibile
è pronta a parlarci fino alla fine.