Deragliano queste mani
sullo sterminio che insegni
ai diseredati di te:
tramontati i tuoi fianchi
ognuno ha, religiosamente,
brevettato Plutone, orizzonte dopo orizzonte,
per promettersi al domani.
Ma io, refuso radioattivo e
sonata dislessica e
privo di tutto perché ogni cosa qui
sembra esondare madre penombra,
come riparerò il guasto
l'oltre te demenziale?
Una lavanderia ineluttabile automatica
attende i letti sanguinosi al varco,
lo sappiamo.
Così il pensarti senza fine interplanetario
così cioè distillo liquore inaudito dai cieli
che gemmano sul tuo seno.
domenica 19 ottobre 2014
martedì 14 ottobre 2014
Disertano nei corridoi
i fiori nottambuli della guerra,
se il loro stelo domanda
rispondi no e nessuno verrà a salvarti.
Seguiranno i bar dove sfoderare le lenti di Omero
nello svenarsi alchemico, vicendevole
se il malto conoscerà il buio
vedrai l'epica da due soldi schiumare fino al bosco
in tutte le sue sette braccia di fuoco
per chiamare a sé il cuore malato
per affondarle a fianco
nel nome di Ecate, nel nome del fango
fingendo il sabba in una nota nonostante
i soli di silicio, il profitto ultrasonico
l'hinterland universale dell'usura.
Ora chiama il labirinto casa, patria i naufragi
sovverti grammatiche in punta di Braulio
perché gonfie di mascara le nuvole revocano i lunedì.
Fra queste lenzuola lei coltiva il crollo, cani smarriti
e i fantasmi che scolpiscono in esperanto
sulla mia resa incalcolata il madrigale dei giorni migliori:
portami con te.
i fiori nottambuli della guerra,
se il loro stelo domanda
rispondi no e nessuno verrà a salvarti.
Seguiranno i bar dove sfoderare le lenti di Omero
nello svenarsi alchemico, vicendevole
se il malto conoscerà il buio
vedrai l'epica da due soldi schiumare fino al bosco
in tutte le sue sette braccia di fuoco
per chiamare a sé il cuore malato
per affondarle a fianco
nel nome di Ecate, nel nome del fango
fingendo il sabba in una nota nonostante
i soli di silicio, il profitto ultrasonico
l'hinterland universale dell'usura.
Ora chiama il labirinto casa, patria i naufragi
sovverti grammatiche in punta di Braulio
perché gonfie di mascara le nuvole revocano i lunedì.
Fra queste lenzuola lei coltiva il crollo, cani smarriti
e i fantasmi che scolpiscono in esperanto
sulla mia resa incalcolata il madrigale dei giorni migliori:
portami con te.
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