A Villaggio Brollo
dove il cielo comunica il culo alla polvere
sette chilometri prima del prolasso Carrefour
svapora ottuso Mar Miseria.
A parte questo, la mia dentatura gotica
o l'empito comunitario nel nome dell'impetigine
perché recito ancora i tuoi muscoli intorno al corallo
all'ombra delle febbri anfibie
scritte da lune, dicono, più infelici di noi
che disfatto il bastevole dire
sventriamo le vele e restiamo a guardare
galleggiare la plastica (il nostro impero),
perché, domandami, recitarli ancora?
Eppure dev'esserci un modo
per educare un chiodo al giorno questore
e suonare i suoi pianoforti con asce vedove,
dovendoti almeno
accennare al fatto che forse fra poco finisco
ma potrò amarti meglio più tardi, di povero amore
come le nuvole, poverissimo,
non dettano altro vincolo che
amore di poverissime nuvole.
