mercoledì 21 maggio 2014

Cantico dei cantici dopo Dio.

Non fu il chimico ebreo
a strapparti dalla ghiaia nera,
dove l'erede reciso poteva
dirottare gli Apollo 1 sulle sale operatorie.
Madre Mirra in mausoleo nella ghiaia nera,
dovresti fermarti una notte di queste
ad applaudire l'angoscia ferrosa
e il nebulizzare mio di morte le formiche quasi regine
che stupefano beote contro lo schermo;
qui abolisco cronologie immonde,
mosca drogata,
zampe al cielo,
miniatura di un buco nero stanco.
...

Tutto intorno rifrange la modesta catatonia:
trapestio d'incarnato
fatti presto miniera
di vermi, di nuvole.

Il sempre Tu remoto, fado luminale,
riscrive lo spazio senza cercarmi.

domenica 18 maggio 2014

Nel ricovero stellare delle tue mani
truffavo il palinsesto declino.
Tutti i misteri messi in quadro,
anche la fronte materna
anche quella
prometteva civette al reparto.
Poi il cielo tornò catastrofe alla moda
e dalla Normandia non si torna indietro
e il dirsi vietato ci sveglia a coltellate