Lascia la porta socchiusa
se dietro svapora il mio giugno ischemico
di contagio in contagio,
mentre suona i bicchieri e canta di te
che tumulasti i decrepiti no antiproiettile
alla fine di via Varese,
proprio dove la sala bingo germoglia
insanabile, egizia.
Lì se ne sta, discorso in sudario oltre-satellite,
oltre-testo, bestemmia dolmen.
...
Io so che senza di te, fuori di te,
una pozzanghera di soldi e di polizia
vince, vince.
martedì 17 giugno 2014
sabato 14 giugno 2014
Nel pomeriggio azzurro crepa,
apri gli occhi,
rimanda il martirio,
lucida le macerie,
tossisci l'angoscia diafana dei tuoi ventisette anni,
uno dopo l'altro,
e dileguati nel ricovero dei libri
come una mosca nella carne abbandonata
(entrambe sanno qualcosa di me),
riga dopo riga, risali dolorosamente
il senso,
il romanzo di DeLillo,
il Rinascimento di Panofsky,
i Presocratici mai così attuali,
per deliberare la resa,
ché senza mescolarmi al tuo patire
il mondo si revoca.
Né ritorno né visione,
da centosessantacinque giorni
il solo pensiero possibile,
come un duomo fra l'orrido, il mattino, il sale:
questa morte madornale è sopravviverti.
mercoledì 11 giugno 2014
Sorsi di sciagura
L'osso cavo del corvo fraterno
porta in dote i sorsi di sciagura,
scambiati vicendevolmente
dalle tue mani di crepaccio
all'Erebo incerto
(non è importante parlarti delle sue mani ora,
sonno uterino, grumo di spavento in attesa eccetera).
Lo sputo della Geenna si chiama estate,
noi ricordiamo solo questo
quando il piombo si fa freccia
e io annego quattro volte il figlio
per mostrarlo al sindaco
per mostrarlo alla ditta.
In questo tempo assertivo, fotografo, pop coreano, tecnologia tedesca, risparmio cinese,
risiede in te un santificare residuo,
è il Tempo che finisce domani.
porta in dote i sorsi di sciagura,
scambiati vicendevolmente
dalle tue mani di crepaccio
all'Erebo incerto
(non è importante parlarti delle sue mani ora,
sonno uterino, grumo di spavento in attesa eccetera).
Lo sputo della Geenna si chiama estate,
noi ricordiamo solo questo
quando il piombo si fa freccia
e io annego quattro volte il figlio
per mostrarlo al sindaco
per mostrarlo alla ditta.
In questo tempo assertivo, fotografo, pop coreano, tecnologia tedesca, risparmio cinese,
risiede in te un santificare residuo,
è il Tempo che finisce domani.
Iscriviti a:
Post (Atom)