giovedì 22 ottobre 2015

Chi rimane dorme un sonno semplice

Quando il mattino latte sputo
viene ad ammutinarci
sono il santo dei disastri aerei,
la scolaresca ruote all'aria
immortalata nel fosso,
sono il suo Fenrir custode.

Da ragazza non lasciavi
neanche le impronte nella neve
ora se ti alzi si schiude un pozzo
profondo dieci me capovolti,
fiorisce un formicaio
che fa da viscere a dieci inverni.

E serri la giacca, 
e ti masticano le scale,
io divento allora,
ma in arabesco segreto,
ciò che i giorni non credono
sia opportuno 
a discapito di tutto.


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