L'amore orbitale tracima gli spartiti
dei colloqui da deportazione
per il bearsi di Moloch Usura
e della bohème d'accatto
che musica luminosa
la giocata d'anticipo, il raccolto virginale
l'investimento lungimirante, tempestivo
nell'orchidea ateniese del tuo ventre.
(Assurdi impuniti, l'inferno è già qui,
anche oggi nessuna ricompensa)
L'amore orbitale che disossa
la mia asma commossa dettandoti
l'amore orbitale che crivellò le notti di agosto
con ecchimosi di ferro cremisi
da cui i canini Murnau non trassero
mai profitto alcuno.
Quando partirai alla volta della mia malora
vestita da Piazza Maggiore,
seduto a forma di epitaffio incandescente
nel biglietto dimenticato sul treno
racconterò a tutti il nostro tempo leggendario,
dovrebbe bastare.
giovedì 27 agosto 2015
lunedì 24 agosto 2015
Non a caso
(dove il caso potrebbe dirsi
Černobil’ itinerante,
cane devoto al programma
aerospaziale sovietico,
trivella assorta nelle arterie
della Florida)
sfoglio il lunario delle tue
labbra
dove appresi a camminare.
Due lezioni per barcamenarsi
di sbieco la notte di aspartame
che configura la mia terra
promessa
a un cuore di liquore, a una
Sparta pubblicitaria.
Devi sapere infatti,
nonostante quel condurti rasente
ai muri
dati i SUV antropofagi,
devi sapere
dietro un inferno
precipita un nuovo inferno,
più esatto:
se mi addormento non saprò
sognarti
svegliandomi sarà sempre
ottobre.
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