venerdì 1 gennaio 2016

Idioletto cosmo diossina

Risperdal meccano dei cieli
divorziato da mia madre
quindici anni prima
che neonate icone di niveo niente
ci confiscassero il canto
seduto a battezzare paralisi
a menarselo
sul laminato rovere
questo giorno di festa,
se Giano desidera,
ecco, qui non giunge
il Canone ad adottarci per tempo,
non proprio Harold,
e adesso chiediamo scusa
per il seme rappreso
nella crepa del parcheggio Eurospar
idioletto cosmo diossina,
chiediamo scusa.

lunedì 7 dicembre 2015

Gerry Scotty ci fa smile

Gerry Scotti ci fa smile, i bambini alla vetrina
anche se il cane gli piscia sulle scarpe lei ci sta,
io sono così stanco, non escogito, non posso
inventare più niente
solo una lumaca fredda del Mar Caspio
sorge lungo questo teschio negligente.

lunedì 9 novembre 2015

Era meglio

Era meglio il fumo che compravo a Uboldo
di questi giorni tremanti un padre boia
ulcerati dall'alba apoplettica,
presidiante in livrea
le frequenze Confindustria serafina,
nume tutelare del servomeccanismo
"è già tanto se ce l'hai" e invece
è già tanto che non mi cavi i bulbi
da dietro
con cucchiai di corvo Mai Più
mentre il vino nervoso centrale
sversa lontano dalle case Amuchina
dove la bambina Bocconi s'indottrina
al muriatico da difesa personale
contro l'ultimo, l'insolvente, il diseguale.
Madonna nera quanta paura, quale
anno luce fra il mio rimare a polmoni svenuti
e Scilla di Cassina de' Pecchi in seconda fila,
scintilla Lelli Kelly, le sue scarpine oh yeah
non ingrasserà come Yoghina, no:
"occhiale tondo valorizza il sorriso Disney lager
bellissima, il vacuo orrore degli eoni vaffanculo
sono io se mi spacco con i saltimbanchi motore inchiostro
un po' Valentino Rossi un po' Faber, specialista della vita" .
Pubblicatemi
e i coltelli di carta sapranno la coltre perduta
dolcezza in seconda fila, la tua ilare giugulare.

Era meglio il fumo che compravo a Uboldo
erano meglio le quattro di pomeriggio su internet per sempre,
attendere come un amaranto disabile
alla soglia smerigliata del ricovero quinto piano ("sono il figlio"),
le rovesciate di Vialli, i Dinobot invincibili
erano meglio del tuo primo amore agghindato da marinaretto,
lacrimoso idiota: pensa a quando
Nyarlathotep, Caos Strisciante,
eromperà
dalla chitarra che gli ho regalato,
oh, sorpresa.







giovedì 22 ottobre 2015

Chi rimane dorme un sonno semplice

Quando il mattino latte sputo
viene ad ammutinarci
sono il santo dei disastri aerei,
la scolaresca ruote all'aria
immortalata nel fosso,
sono il suo Fenrir custode.

Da ragazza non lasciavi
neanche le impronte nella neve
ora se ti alzi si schiude un pozzo
profondo dieci me capovolti,
fiorisce un formicaio
che fa da viscere a dieci inverni.

E serri la giacca, 
e ti masticano le scale,
io divento allora,
ma in arabesco segreto,
ciò che i giorni non credono
sia opportuno 
a discapito di tutto.


venerdì 9 ottobre 2015

è nostro dovere preservare le episodiche certezze da ogni speranza

Zoppichiamo fuori dai sepolcri di Hamelin
alla velocità dell'incubo
soli e iridati di morte
i ratti, loro, annegarono insieme
noi proseguiamo soli, ricorda.

La carneficina fruttifica il mondo
non i discorsi, il cacao equo e solidale.

Redenta dall'imbroglio la fiaba 
(che non esiste)
scheda i superstiti:
il contratto oracolo
i computer aruspici
le tangenziali avallate dalla cosca psichiatrica
la pestilenza 
che memore di me 
mancò Bologna.










sabato 12 settembre 2015

Sabato
al plenilunio del tuo panico
razzolavano fantasticanti
i licantropi
di un lambirsi appena,
assiderato per difetto.

mercoledì 2 settembre 2015

Catalogo Ikea

Sull’altare Ikea di fuoco lunatico
scagionavi i giorni laidi
dall’orrore di ogni cosa
e progettavo una Gormenghast
nel cuore ametista del miracolo
proprio mentre il mercato
delocalizzava
l’assoluto delle tue spire.