Non fu il chimico ebreo
a strapparti dalla ghiaia nera,
dove l'erede reciso poteva
dirottare gli Apollo 1 sulle sale operatorie.
Madre Mirra in mausoleo nella ghiaia nera,
dovresti fermarti una notte di queste
ad applaudire l'angoscia ferrosa
e il nebulizzare mio di morte le formiche quasi regine
che stupefano beote contro lo schermo;
qui abolisco cronologie immonde,
mosca drogata,
zampe al cielo,
miniatura di un buco nero stanco.
...
Tutto intorno rifrange la modesta catatonia:
trapestio d'incarnato
fatti presto miniera
di vermi, di nuvole.
Il sempre Tu remoto, fado luminale,
riscrive lo spazio senza cercarmi.
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